Ai Chi
L'inizio del Tai Chi acquatico
Prima di iniziare la sequenza di posizioni del “flusso di transizione” cercheremo di trovare un buon “radicamento”.
I piedi paralleli si appoggiano al fondo della piscina. Le gambe piegate sono allargate. La schiena è dritta. Le due braccia, distanziate quanto la larghezza delle spalle, si alzano dolcemente sostenute dall’acqua con le palme rivolte verso l’alto.
La respirazione discende verso il “plesso solare”. Diventa cioè più “ventrale”: più fonda, più dolce e naturale. Questa postura del corpo che si “pacifica” e si equilibria tra terra, acqua e cielo, ci aiuta a concentrarci e a “sentire” il flusso del Chi che circola nel corpo. Poi, allargando le braccia come fossero ali, si può ruotare il bacino “disegnando” in acqua cerchi, curve e spirali sempre più ampi.
I movimenti si svolgono con morbidezza “come se svolgeste il fragile filo di seta di un bozzolo”.
La lentezza dei gesti ci permette di controllare e coordinare meglio il movimento migliorando così la percezione di Sé. Le sequenze allora si succedono con ritmo regolare senza interruzioni come “le onde del mare, senza principio né fine”. Cominciano lente per diventare gradualmente sempre più veloci. Alla fine il corpo danza e fluisce in acqua come un’alga o una medusa trasformandosi in una “sfera di energia vitale”, piena di calore e vitalità.
Il ritmo della “danza” del Tai Chi in acqua alterna azione a riposo, dolcezza a vigore.
Cosi' si armonizzano le due forze Yin - fredda e femminile - e Yang - calda e maschile – che per i cinesi regolano il nostro equilibrio psicosomatico e il benessere corpo-mente-anima.
Il Tai Chi Acquatico è stato ideato in Giappone dal campione di nuoto Jun Konno che lo ha voluto chiamare anche “Ai – Chi” - Aquatic Tai Chi. “Ai” nella lingua giapponese vuol anche dire amore. L’Ai - Chi é un “fitness del cuore” che ci rende piu' amorevoli, più centrati, piu' pacifici e piu' sensitivi.
Quando si pratica il Tai Chi Acquatico una grande attenzione è riservata al respiro. La respirazione sarà lenta, profonda e regolare. Non la si dovrà mai forzare affrettandola o rallentandola meccanicamente.
L’acqua calda “scioglie” le tensioni della pancia e stimola la “respirazione addominale” che ci aiuta a muovere il diaframma ritrovando così un ritmo respiratorio più armonico.
Quando si è immersi in acqua e si respira in modo profondo, lento e regolare, il corpo sale – durante la fase di inspirazione - e scende – durante l’espirazione - creando un movimento spontaneo che chiameremo “danza del respiro”.
La danza del respiro crea il “ritmo” dei movimenti. Quando si inspira il corpo si allarga sospinto in superficie e quando si espira si richiude immergendosi in profondità.



